IL PARROCCHIALE n°15 - Anno IV
I bianco rosso blu espugnano Capizzone per 4-1 e non mollano.
BBONATE, LA RINCORSA CONTINUA ...
Partita non bella, ma tre punti importanti per la classifica.
Il BBonate non molla e continua la lunga rincorsa allo Strozza con una vittoria corsara in quel di Capizzone. La temuta trasferta si apre con il forfait di Mister Proserpi e come ci insegna la storia le partite senza il Sedinho di via Trieste sono sempre state di difficile approccio. Le bacchette del direttore d'orchestra vengono perciò affidate a Mauro e al sottoscritto nella triplice veste di allenatore, giornalista e giocatore. La vittoria per 4-1 è parsa nitida perché nonostante le difficoltà e i controversi casi da moviola, Avossa non è mai stato chiamato in causa. Quando i bianco rosso blu hanno deciso di alzare il ritmo e di giocare palla a terra, la differenza tra le due squadre si è vista immediatamente, ma tutto ciò non è servito per rendere il match meno tachicardiaco. Soprattutto sulla fascia di competenza di Saggio le occasioni si sono moltiplicate e sono arrivati i gol, seppur quattro sia un bottino assai avaro per come ci aveva abituati la compagine di via Garibaldi. Villa opta per un settebello praticamente obbligato tra assenti e mezzi acciaccati. In porta il dolorante Avossa, difesa con Dano e Genna, a centrocampo Coter regista, Nava a sinistra e Saggio a destra, raffreddato Rossi terminale offensivo. A disposizione oltre all'intasato Colombo, il sub-lussato Sala. Senza un motivatore nato come Sedinho, la partita non decolla e il BBonate gioca al piccolo trotto. Fiammate improvvise come al 4' con Rossi che appoggia per Coter che da posizione centrale calcia sul fondo. Risponde Zonca dalla distanza che scalda Avossa con un tiro a giro diretto all'incrocio che l'estremo difensore devia in corner. Rossi assume i movimenti del pachiderma ed è male assistito, perché solo a turno Nava o Saggio lo aiutano non creando mai situazioni di superiorità numerica e pericolo. E' comunque il 15 di via Carducci la vera spina nel fianco dei blu amaranto . Al 16' Coter smista e serve in corsa Alessandro sulla destra, progressione incontrastata e cross immediato, Rossi si libera della marcatura e al volo di destro trafigge Pellegrini. Il gol sblocca la partita e comincia a salire in cattedra l'incompetenza arbitrale che ha il demerito di accendere animi ben congelati dal freddo pungente di Capizzone. Bomber Rossi è il primo a manifestare insofferenza beccandosi pure il giallo. Calcisticamente assistiamo a uno spettacolo mediocre. Poca profondità, un paio di conclusioni velleitarie di Nava. Proprio quando il BBonate sembra avere in mano il pallino del match, i locali pareggiano con Salandra che trova un gol imparabile per Avossa: destro a giro sotto il sette. Indispettiti dai fischi e dai non fischi arbitrali, ci pensa Boogey con una genialata al 30' a riportare avanti i suoi. Azione insistita sulla destra, Andreino attira un paio di uomini, dribbling rischioso e quando la palla sembra sfuggirgli ecco che di punta anticipa tutti e la sfera va a carambolare sul palo interno e poi in rete alla sinistra di Pellegrini. Nell'intervallo Mister Villa predica quel che può invitando i suoi a giocare palla terra e di pressare con maggiore convinzione. Detto fatto e a inizio ripresa abbiamo il break decisivo. 51 secondi bastano per portarsi sul 3-1. Saggio sul fondo si accentra, entra in area e destro potente da distanza ravvicinata. Passano tre minuti e Bandieri, decisamente più propositivo nella ripresa, lancia Rossi che con un pregevole movimento e una frustata di cabeza tutta tecnica e talento lascia impietriti marcatore e portiere. Con la doppietta a tabellino, el prinsipe accetta tranquillamente la sostituzione con Sala e poco dopo è la volta di Colombo per Nava. Grazie anche alle temperature siberiane, il BBonate congela facilmente il risultato non soffrendo e difendendo con relativo ordine, cercando di pungere in contropiede con un instancabile Saggio e con i due nuovi ingressi. L'unico vero squillo alla porta locale lo crea Sala che coglie la traversa con un missile terrificante dalla distanza. Alessandro fallisce un paio di nitide occasioni così come Colombo. Dietro Bandieri viene catechizzato da Avossa a non lasciare troppe volte Genna da solo con le sue sparatorie nella metà campo avversaria. Il capitano è la solita roccia, un possente muro che protegge con relativa tranquillità la porta di Avossa. Più dell'avversario, i sette in campo si scagliano contro l'arbitro, reo di non saper dirigere l'incontro. A parte il chiacchierare di Sala che si prende l'ammonizione, gli altri somatizzano, ciascuno a suo modo, le presunte ingiustizie. Saladino si autoespelle, Rossi fa leva su un mondo fatto di soprusi e di riscatti sociali, Coter, Saggio e compagni non possono che allargare le braccia sconsolati. Il triplice fischio finale è una liberazione soprattutto per il corpo ormai ridotto a uno stato di ipotermia, ben ricompensato dai panini e dal vino offerti gentilmente dal Capizzone.
O.V.