IL PARROCCHIALE n°19 - Anno IV
Vittoria per 7-1 contro il fanalino di coda dell'Atletico Costa.
E' Rossi la ricetta contro ogni male.
La cinquina del bomber nasconde le magagne di spogliatoio.
Il BBonate palesa come sempre le sue difficoltà di approccio alla partita contro le cosiddette “piccole” e la vittoria per 7-1 contro l'Atletico Costa non deve ingannare il fedele lettore del Parrocchiale. Difetti tecnico-tattici e comportamentali hanno reso questo primo sabato di primavera decisamente elettrizzante più per le frizioni personali che per lo spettacolo in campo. Citazione a parte merita Rossi (unico a sal-varsi con Sala e Carissimi) che con il pokerissimo di oggi ha fatto vincere la squadra e portato a casa altri tre preziosi punti, altrimenti avremmo assistito ad un altro match stile “Per Elisa”. Bottino di 5 gol già al 44' e occasioni a iosa per superare il record che condivide con il sottoscritto (hehehe), ma l'ostracismo del 4 di via Volta e la poca lucidità sottoporta del prinsipe lo costringono ancora una volta a rimandare l'evento.
Come detto sopra, bene anche Gravesen, subentrato a partita in corso e piazzato nel suo ruolo prediletto di centrocampista centrale. Due gol con due conclusioni dal limite per ritornare a sorridere dopo un periodo di paurosa flessione. Rispondono presente anche Carissimi e Benigni. Al primo, sorte vuole che giochi solo contro il Costa, non tremano gli arti e si esibisce in interventi redditizi e scenici al punto da esaltare i commenti del nostro guardalinee. Dopo un lungo periodo di assenza Pabe torna a com-battere nelle trincee della difesa bonatese: non è certo lo Stelios delle stagioni scorse, ma è pur sempre un marcatore arcigno e deciso che da tempo non vedeva-mo in campo. Male gli altri, Saggio si salva per il rotto della cuffia con gli assist a Rossi; Nava, Coter e Paris da dimenticare, ovvero tre settimi della formazione i-niziale. Non ci sono commenti. Emblematiche e fuori da ogni logica le insubordinazioni di Simon e Andreino che come un cavo scoperto fanno saltare i nervi a Mister Proserpi che risponde per le rime e pure oltre. Evidente la reazione alle proteste dell'otto di Palazzago, invitato in panchina al 19' e mai più rimesso in campo. Anche Paris con la scusa di riprendere fiato viene sostituito definitivamente al 33' dopo una prestazione a dir poco oscena: capace di litigare con il CT avversario in un dialetto del cantone dei Grigioni e di zittirlo come Batigol al Nou Camp. Ma non ditemi che volete la cronaca di questa partita di anticalcio? Anche perché i miei polpastrelli si rifiutano di svolgere questo ingrato compito. Non manca certo la voglia per scrivere questo articolo, ma visto che è l'ultimo deve avere un qualcosa di speciale. Eh si, avete capito bene. E' l'ultima uscita del Parrocchiale redatta dal sottoscritto. Omar dà l'arrivederci alla prossima stagione perché tra poche settimane se ne andrà a San Francisco per 5 mesi. E' l'occasione per abbracciare e salutare tutta la squadra. Mi rendo conto che non sono stato molto parte-cipe quest'anno, che ho latitato agli allenamenti, al Perbacco (un po' meno) e agli aperitivi, ma sinceramente è stato un periodo molto intenso dal punto di vista personale. Grazie alle pagelle ho mantenuto il le-game con voi tutti e la partita al sabato è diventata più l'occasione per stare con i miei amici che di giocare 60, 30 o 10 minuti a calcio. L'essere in panchina non mi ha mai pesato e l'amicizia che mi lega a mister e presidente è servita per capirsi e comprendersi senza tanti discorsi o giri di parole. Fisicamente avrei la possibilità di scrivere e commentare due partite importanti come i due derby di paese, ma sinceramente il tempo da dedicare al Parrocchiale è veramente risicato e match come questi meritano il miglior direttore possibile. Fisicamente avrei anche la possibilità di giocarle queste partite. Non lo merito perché non mi alleno da mesi, ma come la storia insegna gli eroi nei derby restano tali per sempre e potrei ancora dare una mano. Mi tiro fuori per un motivo semplice e forse sciocco, ma non posso rischiare di farmi male. Io ci credo in questa squadra e credo in questo campionato. Non dipende da noi la vittoria e lo sappiamo bene. Ma dobbiamo crederci fino all'ultima giornata!! Buttare il cuore oltre l'ostacolo e correre tutti uniti con un solo obiettivo: fare bene ogni sabato e portare a casa il successo! Auguro davvero alla squadra di continuare su questa strada fatta di vittorie sia in campo sia fuori. Sia da giocatori sia da uomini. Al tanto nominato e famigerato “gruppo” che si è formato, sul quale la dirigenza e lo staff hanno fatto affidamento in queste ultime stagioni: auguro di divertirvi non solo nel pre e post partita, non solo agli allenamenti, non solo a tavola, non solo da-vanti a un prosecco, ma anche in campo. Perché vedervi sorridere in campo è la fotografia più bella che mi porto mentre sarò lontano dai colori bianco rosso blu. Dico arrivederci a un gruppo di amici che mi hanno dato tanto in questi anni. Spero di aver dato almeno una centesima parte di quello che ho ricevuto da tutti voi. Grazie. E adesso vinciamo ste cazzo di 5 partite che mancano!!! DAI NOI!!!!!
OMAR VILLA
DICHIARAZIONI A CALDO E A FREDDO
Arbitro a Rossi prima del'inizio della partita : Matteo, non cadere in area
Risposta di Rossi: Se cado non lo faccio apposta....
Proserpi a Nava : Sei come Avossa, fai finta di esserti fatto male
Proserpi a Coter: Saimmmmmonnnn!!!
Proserpi a Coter (secondo atto) : Al respond!!!! Pensa te!!
Villa commentando la veemenza del Mister: Manca solo: “Ma ‘n dì a scuà ol mar!!”
Saladino: Non c'è il quiz oggi?
Proserpi richiamando Paris in panchina : Dai Mas vieni…
Saladino dopo aver colpito con la bandierina Simon (già imbufalito) in faccia : Sono mortificato
Simon: Fa niente Mauro…
Panchina a Villa: Bastardooooo
Sala Davide sulla parata di Carissimi: Casillllllasss!!